M.C. Escher

Le metamorfosi di Atrani

La prospettiva che è diventata visione

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Il villaggio verticale

Nell'estate del 1931, dopo aver riconosciuto in Atrani una geometria del tutto nuova, M.C. Escher tornò per seguire quella visione. Salì quasi cinquecento gradini, tra scale impossibili, archi e vicoli — gli stessi che ispirarono Incrocio ad Atrani — fino alla Casa di Masaniello. Da lì aprì gli occhi sulla prospettiva che stava cercando: l'infinito con il campanile di Santa Maria Maddalena, che l'artista descrisse come “un ponte di nave urbana sul Mediterraneo.” La stessa prospettiva che ancora oggi si può contemplare da questa casa, dove storia e arte si fondono in un unico sguardo.

Scale impossibili di M.C. Escher
M.C. Escher, Scale impossibili
Scala esterna della Casa di Masaniello
Scala esterna, Casa di Masaniello

Le scale: un invito a salire dentro la visione

Le scale di Atrani sono il primo segno di questa esperienza. Si arrampicano fra case, archi e passaggi stretti, trasformando ogni movimento in una percezione mutevole dello spazio. In Escher questo movimento diventa già linguaggio mentale: non più una semplice ascesa, ma una struttura del pensiero.

La stessa energia si percepisce ancora salendo verso la Casa di Masaniello, con il fascino della scala esterna coperta che guarda il mare.

Metamorfosi: Atrani diventa una scacchiera

In Metamorphosis II, Atrani si trasforma in un'immensa scacchiera: le case diventano pedine, le torri normanne diventano elementi di un gioco cosmico. Escher parte proprio da qui — da questi quasi 500 gradini che salgono dal mare al cielo — per creare una delle opere più celebri del Novecento, in cui il villaggio non è più solo un luogo reale ma un principio di trasformazione continua.

Metamorphosis II di M.C. Escher

M.C. Escher, Metamorphosis II (dettaglio), 1939-1940 — Xilografia

Metamorphosis I di M.C. Escher

M.C. Escher, Metamorphosis I, 1937 — Xilografia

Incrocio ad Atrani evoca perfettamente il labirinto verticale che hai percorso salendo verso la Casa di Masaniello. Archi su archi, scale che si intrecciano, prospettive che sfidano la logica. Escher ha colto l'essenza di questo luogo: uno spazio che inganna, una prospettiva che piega la realtà.

Incrocio ad Atrani di M.C. Escher

M.C. Escher, Incrocio ad Atrani, 1931 — Xilografia

Lo sguardo che cambia: dal Grand Tour alla fotografia

Prima di Escher, il Grand Tour aveva già fissato Atrani come un teatro verticale. Ferdinand Witting, nel 1844, colse l'ascesa e l'intreccio della sua architettura in una veduta tra le più evocative dell'intera tradizione ottocentesca.

Ferdinand Witting, Atrani, 1844

Ferdinand Witting, 1844 — La salita verso la Casa di Masaniello

Poco dopo, anche i pittori italiani tornarono su questo stesso paesaggio. Giovanni Giordano Lanza, Antonio Ferrigno e soprattutto Giacinto Gigante riconobbero in Atrani una composizione naturale di roccia, case e cielo, in cui si legge ancora, in alto, la presenza della Casa di Masaniello.

Dipinto di Giacinto Gigante con la Casa di Masaniello sullo sfondo

Giacinto Gigante, metà XIX secolo — Atrani con la Casa di Masaniello riconoscibile in alto

La casa indicata: Gregorovius e lo schizzo a carbone

Ferdinand Gregorovius, storico tedesco innamorato dell'Italia, percorse questi stessi gradini nel 1856. Nel suo diario di viaggio accompagnò le parole con uno schizzo a carbone, segnando la Casa di Masaniello, riconoscibile sulle altezze e quasi dominante il villaggio. Fu il momento di massima fioritura di un culto secolare: nell'Ottocento romantico e risorgimentale il mito del pescatore ribelle che aveva guidato Napoli contro il dominio spagnolo nel luglio del 1647 si era diffuso in tutta Europa, e la sua casa era diventata tappa obbligata — meta di pittori, storici e fotografi del Grand Tour.

Schizzo di Gregorovius che indica la Casa di Masaniello

Ferdinand Gregorovius, 1856 — Panorama a carbone di Atrani con il segno sulla Casa di Masaniello

Con i Fratelli Alinari, alla fine del XIX secolo, questa storia passa dalla pittura e dal disegno alla fotografia. La loro lente cattura la stessa luce che oggi bagna i tuoi gradini — il bianco abbagliante delle case, l'azzurro profondo del Tirreno, l'oro dei limoni maturi — con la Casa di Masaniello protagonista dell'inquadratura e della didascalia: uno degli scatti che segnano l'alba della fotografia italiana.

Atrani fotografata dai Fratelli Alinari negli anni 1890

Fratelli Alinari, 1890 — ATRANI (Dintorni di Amalfi). Panorama con la Casa di Masaniello

“Soggiornare qui è abitare una prospettiva che ha incantato il mondo.”

Lo sguardo che evolve

Dal pennello alla camera

Dai pittori romantici ai fotografi pionieri, dagli artisti grafici ai registi contemporanei: Atrani e la Casa di Masaniello hanno ispirato due secoli di sguardi.

The Equalizer 3

Denzel Washington, ancora convalescente, resta colpito davanti alla vista dominante del Santuario e della Casa di Masaniello. Il paesaggio che lo ferma è lo stesso che aveva fermato Escher novant'anni prima.

Ripley

Le scale diventano labirinti infiniti nel bianco e nero della serie Netflix. La stessa geometria impossibile che ossessionava Escher diventa scenario di desiderio e mistero.

Cinema & Paesaggio

The Equalizer 3

Denzel Washington contempla la Casa di Masaniello e il Santuario

Ripley

Serie Netflix — 2024

Ripley

Andrew Scott — Atrani, passo dopo passo